martedì 3 novembre 2009

NOEMI INVIATA DI MODA A PARIGI di Anna Profumo


Vengo distratta dal rumore del Vespa che ci passa accanto. Ogni volta che ne vedo uno penso al film “Vacanze romane”, e mi si materializza davanti l’immagine di Gregory Peck e Audrey Hepburn sorridenti, con il Colosseo alle spalle. Seguo con lo sguardo la sagoma dell’uomo con il casco che ci sfreccia accanto, fino a che non viene nascosta e sostituita dall’immagine della mia interlocutrice. Sto prendendo un caffè con la mia nuova Direttrice. Minnie è una donna incredibile, spericolata ed assolutamente originale. Mi ha appena affidato la rubrica Provati per voi, sarò l’inviata per la nuova testata che sta per uscire “The Club”, in italiano sarebbe stato “La Mazza” ma ha preferito darle un carattere internazionale dal doppio senso, più consono alla nostra epoca. Minnie Phoottow mi ha chiamata la settimana scorsa.
«Signora noi pensiamo lei faccia al caso nostro. Mi hanno parlato di lei, sono sicura sia la nuova figura dell’inviata cui stavo pensando».
«Comincerà Lunedì, non perdiamo tempo. Parigi e le sfilate di moda saranno il suo battesimo. Ha capito tutto?» Mi stava dicendo.
«Tutto chiaro. Prenoto il volo e faccio la valigia. Da lunedì sera comincerà a ricevere i miei articoli.»

Non mi limiterò a raccontare le sfilate dei maggiori Stilisti di moda, ma per creare un filo diretto con i lettori: indosserò gli abiti più interessanti e li sfoggerò dal panettiere, al mercato a lavoro e nei luoghi che anche le lettrici potranno frequentare. Questo perché con la rubrica Provati per voi, il direttore del giornale vuole portare le grandi firme nel quotidiano. Mai più pensare questi abiti come status symbol irraggiungibili e - visto che l’abito fa il monaco – propone di cambiare! Basta diete, palestra e chirurgia estetica, sovvertire “l’Ordine”, noi siamo quello che indossiamo. Caliamoci nella parte e cominciamo la nostra giornata vestendoci da vincenti. La nostra bandiera diventerà: “Possiamo indossarli anche noi!”
Parigi è bellissima in questa stagione. Peccato che il mio tempo sia tutto assorbito dal nuovo lavoro. Oggi indosserò un abito di Dior. Linee fondamentali della sua collezione primavera/estate 2009: bustini strizzati in vita con impunture a contrasto e abiti realizzati con trasparenti e vaporosi tessuti.
Scelgo un abito nero. Il bustino senza maniche, aderentissimo, mi fascia in vita. Davanti partono due foglie di pelle sagomate. Formano una profonda scollatura. Sono ribattute con bianche impunture marcate, a formare le coppe del seno. La gonna, un velo vaporoso di tessuto candido, sotto cui indossare – oh madonna! sembrano dei mutandoni della nonna – culottes in tinta con il bustino.

Il bustino mi strizza, le coppe mi solleticano il mento. Con le culottes sembro Wonder Woman. Ma è ora di uscire, andiamo al supermercato!
La gonna vaporosa non entra in ascensore, una piccola lotta – il vicino vuole entrare, la calpesta.
Alla guida dell’auto non entro. Non c’è verso. Provo dall’altra parte. Si, solo da passeggero. Prendo un taxi, l’autista pare sconcertato quando gli dico: «Bientôt, au supermarché plus près!!»
Le foglie del corpetto mi impediscono di vedere dove inserire il gettone nel carrello – ma riesco, dietro di me la fila.
La porta automatica si apre e mi avvio, oddio! il rondò di accesso, il girello girella. Al terzo giro mi sbalzata fuori e dirigo al banco del pesce.

L’inserviente mi guarda a bocca aperta. Non sembra fresco, il tonno mi fissa in bella posa tra il ghiaccio tritato. Sorrido e vado verso il reparto del frutta e verdura. Cassette della frutta, mele e arance, tutta frutta troppo tonda. Verdure. Si, oggi verdure. Decido per una semplice insalata. Ma chi l’ha messa in terza fila! La gonna si sfila – il decolté traborda. Madonna mia!

Cambio reparto, andiamo tra gli scaffali. Ecco qui, scatolame. La signora vuol passare. Più di così non posso andare. Trattengo la gonna che impicciata, sta per essere strappata.
Ancheggio indifferente in direzione delle casse. I tacchi son alti – ma riesco. La commessa ha una sussulto: «Seulement celui-ci?». Solo questo dice. “Ma che vuole”, penso. Rispondo: «Certainement, celui-ci seul!». Felice, pago la scatoletta di lucido da scarpe che son riuscita ad acchiappare.
Torno a casa e mi svesto. Mi siedo al computer. Metto il punto, termino con: dalla vostra inviata Noemi Ciambella. Invio. La posta elettronica dopo alcuni secondi mi restituisce il messaggio di avvenuta consegna.
Sono fiera di me. Ottimo lavoro. Tuta con cappuccio – lo calo sulla testa. Scarpe da ginnastica e riesco.



(pubblicato in data 3 novembre 2009)

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