sabato 15 maggio 2010



IN VIAGGIO di NAIMA


In auto, sulla via del ritorno, dopo un fine settimana passato fuori, con ancora il profumo del vento tra i capelli e le guance arrossate dal sole. Fa caldo. Lui, alla guida, è concentrato sulla strada, accende lo stereo senza guardare, è un gesto meccanico, non bada veramente a ciò che gli altoparlanti diffondono. Lei, reclina il capo all'indietro sul sedile e si rilassa beata. Non si parlano, ognuno è immerso nei propri pensieri; sono vicini fisicamente ma con la mente distanti, è come se viaggiassero soli: sono le anime ad aver preso strade differenti, chissà quanto tempo fa, fino a non riconoscersi; ciascuno dei due potrebbe fare a meno della compagnia dell’altro in qualsiasi momento, eppure sono insieme.L'atmosfera tuttavia è serena. La musica invade l'abitacolo dell'auto e fa da colonna sonora al paesaggio. Lei conosce questo brano molto bene e ne segue con la mente ogni nota, ogni sfumatura, la musica le procura un'emozione che si espande per tutto il corpo, è completamente immersa nei suoni, ne fa parte. Un brivido sottile e piacevole le increspa la pelle."Hai la pelle d'oca, hai freddo?" Le chiede un po' incredulo, visto il caldo che fa. "Sì - risponde lei - un brivido di freddo, forse l'effetto del vento sulla pelle accaldata...".Strano che l’abbia notato. Lui si accontenta della risposta dimenticandola pochi attimi dopo. Non si parlano più di nuovo: tra loro solo la musica. Lei torna a rilassarsi, poggia il capo sullo schienale, chiude gli occhi ed assapora il brivido di piacere che la percorre: sorride fra sé e sé: "...è la musica - pensa - semplicemente la musica...".


WIRELESS di Anna Profumo
Si connette anche oggi è una presenza rassicurante. Appare in basso, di lato, nel video del portatile.Una finestrella lo annuncia: pc-carlo, vuoi connetterti?.Lo ignoro come sempre, come quel giorno che l’ho scoperto intrufolarsi tra i file del mio computer.
Gli piace partecipare così della mia vita e predilige la corrispondenza e-mail.Per caso: ero in chat con una ragazza che frequentavo, completamente rincoglionito, la conoscevo da pochi giorni e per me tutto quello che diceva appariva la cosa più importante al mondo.
Aveva appena scritto qualcosa scatenandomi dentro un momento di tenerezza. Digitai con la tastiera alcune parole zuccherine che sparirono nel momento in cui stavo per schiacciare invio. All’inizio non ci feci caso, pensavo ad un errore di connessione, ma al decimo tentativo vidi la freccina del mouse che si muoveva veloce, io non avevo impugnato il mouse.
Pestavo sulla tastiera nel tentativo di fissare quelle parole importantissime, ma continuavano a sparire. Ingaggiai una sfida di velocità. Non riuscivo a dire alla donzella che l’avrei accompagnata volentieri alla festa dell’amica. Per me in breve divenne una questione di principio, mi sentivo un cavaliere medioevale impegnato in un torneo di destrezza. Avanzavo indomito e quello con un colpo di spugna mi rispediva al punto di partenza. Andammo avanti così per una mezz’ora credo. Il tempo era divenuto un fattore secondario. Dovevo inviare il mio prezioso messaggio, rassicurare la ragazza e scatenarmi in tutta una serie di gesti inconsulti che mi avrebbero scaricato.Lui continuava ad essere veloce. Io scrivevo ed inviavo. Lui più veloce. Io scrivevo ed inviavo. Lui più veloce.Oggi forse riuscirò vincitore.
Sarebbe stato meglio telefonarle, di quella ragazza, non ricordo più il nome..


MUSCHIO E CANZONI di Aldo Ardetti
Arrivò il sospirato diploma e la voglia di una vacanza, di andare all’avventura dopo le letture beat sulle panchine della piazza. Sì, ma il money? Non ti preoccupare aveva detto Mario, rassicurandomi. E così riempimmo gli zaini rimediati a Porta Portese e, sul Raccordo anulare di Roma, iniziò il nostro on the road. In Toscana ci sfamammo con la frutta dei campi, soprattutto con le more dei gelsi. Non udimmo abbai o colpi di doppiette. Riuscimmo a raggiungere il confine con l’Austria. Al Brennero attraversammo il confine in treno fino a Innsbruck dove, per curiosità, avrei controllato le piastrelle rosse della stazione ferroviaria descritte in un famoso romanzo. C’erano ancora quelle. Alle mie spalle sentii fischiettare ’O sole mio ma la persona, dall’aria paesana, decise di non darmi ascolto. Abbandonai l’impresa deluso. Mi sentii tradito.
Lo stomaco iniziava a lamentarsi e anche la vescica. Chiedemmo del bagno in un negozio che vendeva kartoffeln ma ricevemmo un nein e uno sguardo inceneritore: italienisch. Allora decisi di risolvere il problema in maniera semplice e sbrigativa. Mi guardai intorno e, scrutato il mercato coperto, mi diressi verso un angolo che assicurava riparo.
L’autostop per München non funzionò e – capita l’antifona – battemmo in ritirata, tornammo in patria. Ci fermammo in un campeggio di Firenze, lungo la salita che porta a Piazzale Michelangelo, dove fummo accolti da Azzurro cantata da Celentano. Il juke-boxe suonava quel disco a ripetizione. Gli ospiti – soprattutto gli stranieri – non ne potevano più.
A Innsbruck, qualche mese più tardi – in un angolo del mercato coperto – ci sarebbe stata la raccolta di vero muschio per il presepe del vicino Natale. “Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me…” cominciai a cantare insieme alla figlia di un militare americano della Nato di stanza in Germania.

10 commenti:

  1. versione riveduta e corretta...:)

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  2. Grazie Bruno per la disponibilità a rispedire tutto al giornale e a correggere anche il racconto sul blog.
    (avevo fatto delle correzioni non salvate sul file spedito)

    Mi piace molto l'illustrazione di Paola mi ricorda il film con la principessa Grace di Monaco.
    Devo dire che le trilogie sono proprio delle belle cose. Mi piace molto questo abinamento di microracconti.

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  3. Ogni tanto passo di quà anch'io.
    Sono d'accordo con Anna Profumo: le trilogie piacciono molto anche a me, i vostri bellissimi racconti esaltano anche quello di naima ;)
    L'illustrazione non era ispirata a quel film ma quando, finito tutto, sono tornata ad osservarla (pentita di quelle stupide didascalie) m'è venuta in mente la stessa cosa: il film è Caccia Al Ladro, di Alfred Hitchcock, con Grace Kelly e Cary Grant (un film mitico, ovviamente :D) e per ironia della sorte è su quella stessa strada che Grace Kelly ha perso la vita al volante della sua auto.

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  4. sotto Natale, mi raccomando:...attenti al muschio per il presepe... :)

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  5. ... ad osservarli meglio questi tre racconti parlano di comunicazioni difficili
    =)

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  6. Brava! Involontariamente c'è un filo che li lega :)
    Telepatia, coscienza collettiva, serendipità, empatia, mistero della fede... non si sa cosa sia, ma qualcosa c'è ;)

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  7. Una strana quanto bella serendipità :-)

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