sabato 18 settembre 2010

ERBE SELVATICHE di Anna Profumo

Nel balcone di casa resistono poche piante verdi e alcune succulente, devono essermi affezionate. Si impegnano le mie piante, da lungo tempo sopportano la mia dimenticanza ad annaffiarle e l’attacco di quel fastidioso parassita che viene chiamato cocciniglia a scudetto. Quando ho cominciato con qualche vaso forse miravo ad imitare la grandiosità dei giardini pensili di Babilonia, alle elementari sentendone parlare dall’insegnante ne rimasi affascinata. In quei giardini il problema dell’acqua veniva risolto utilizzando gli schiavi per la costruzione di immense opere di canalizzazione. Nel mio balcone si risolve con numerose passeggiate avanti e indietro con l’annaffiatore ora pieno, ora vuoto. I giardini pensili di Babilonia: esistenza segreta per le nuove generazioni, con questi tagli all’istruzione, ne scopriranno la fine solo in qualche film d’avventura tipo Indiana Jones, i più pigri si accontenteranno di pensare che siano le trovate geniali degli ideatori per la pellicola in questione, siano rovine o ricostruzioni di città perdute.
Forse correlato con l’esposizione al sole: un oretta di sole feroce e poi ombra tutto il giorno, ho visto spuntare nel vaso dello Spatiphillum alcuni funghi giallissimi prima che introducessi solari succulente, quando ancora pensavo che mi sarebbe piaciuto occuparmi di un balconcino di piante fiorite.
Oggi mi sento in colpa con loro, non sanno che su quello della cucina coltivo basilico, rosmarino, erba cipollina e dragoncello che annaffio con continuità. Per non alimentare feroci invidie e gelosie: cerco di essere naturale, non farmi scoprire troppo entusiasta delle aromatiche antagoniste. Annaffio quelle piccole affaticate parlando con loro, le incoraggio. Al “Geranio rosso” ufficialmente detto Pelargonium zonale provo a dirgli che è il migliore e lui a breve, mi ringrazia con nuovi boccioli.
Più volte ho tentato di introdurre semi spontanei per invitarle ad essere meno servizievoli più ribelli, trasformare quel caos verde in un apparente ordine casuale. La povera Tradescantia blossfediana, passata alla storia e chiamata da tutti “erba miseria” introdotta da me per creare frescura e riparo alle piccole nate s’è prima espansa oltremisura contraddistinta da piccole fioriture rosa, poi anche lei ha ceduto: deve aver sentito che non eravamo affini. Inutilmente se stessa lei, esigente io alla ricerca di flora edule.
La spontaneità, sembra non voglia aderire al mio disegno, piante che normalmente infesterebbero prati, aiuole qui vengono soggiogate dalla glaciale ombra delle pareti e dalla contenuta geometria dei vasi o forse dall’inalterabilità del terreno.
Le erbe spontanee mi sono simpatiche. Sto per partire con un nuovo esperimento: far crescere nei vasi la cicoria, la borragine, l’origano, la mentuccia e il timo.
Immagino le rose di foglie delle succulente Echeveria far capolino, cercando di compiacermi, tra la Borragine delicata con le sue foglie cuoriformi, pelosette e buone formanti le gemme da cui spunteranno i commestibili fiori stellati dal colore blu. La cicoria nuova nata sotto le spine del Ferocactus Gracilis mostrare imitandolo, le per niente aggressive foglioline roncinate. Mi figuro già il suo futuro contendere con uno svettante caule, alla grande colonna spinosa e lanosa dell’Espostoa Melanostele, un raggio di sole per la maturazione dei fiori azzurri. La serpeggiante mentuccia ricadere alla ricerca di nuovo terreno tra i bei fiori peduli color fucsia e rosso acceso della Schlumbergera frida “cactus di natale”. La bella Begonia coccinea Hook: slanciata assottiglia verso l’alto, la vedo sfiorare titubante le radici aeree che spuntano lungo il fusto sottile e angolato del Selenicereus Pteranthus, evitare le costolature con le rade e regolari areole spinose per rivaleggiare con le improvvise e brevi fioriture notturne: coriandoli di piccoli fiori discreti, raccolti in rametti resistenti lunghi giorni quelle della Begonia, appariscenti, grandi a lungo tubo con numerose file di petali, belli per una sola notte quelli del Selenicereus. Queste non sono commestibili, sono un eccezione a cui non resisto. Sono belle non chiedono molto e sono generose.
Chi sa! anche nei giardini pensili di Babilonia avranno utilizzato le piante per farne manicaretti.
Mi immagino sigillare con stampo tondo, festonato futuri ravioli di sottile e porosa pasta all’uovo farciti con ripieno di foglioline di borragine e ricotta. Le cimette fresche della Borragine, prima insaporite e scottate, appena in una padella: rosolandole in olio d’oliva insieme ad un leggero e fine battuto di scalogno. Unite alla ricotta fresca e a due foglioline di mentuccia spezzettate a mano, solo una festonata a pioggia di pane grattugiato, eventualmente un filo d’olio, sale quanto basta.
Passarli in padella poco prima di servirli, farli girare nel sughetto che resta facendo sfumare del brandy in olio d’oliva completando con una spolverata di parmigiano, solo una presa da fondere leggermente sul fuoco.
Assaggiare chiudendo gli occhi e immaginare che sia tutto vero!

17 commenti:

  1. che racconto originale! bello :)

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  2. L'immagine è euforicamente green!
    ...=)

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  3. Sì, racconto bello e... particolare.
    Con la scusa del green, alla fine c'hai messo pure un po' di... farina del tuo(nostro) sacco :)

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  4. ... metto in atto la saggezza antica "risparmia e comparisci!"

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  5. L'ho riletto con piacere e...a quest'ora, pure con un po' d'acquolina in bocca: ho fameeee!!! E m'immagino come devono essere buoni quei ravioli alle erbette... Ah!... Sospiro...
    Grazie Anna per il tuo messaggio. Un abbraccio a tutti i paradiani

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  6. Ma io non avevo visto il FARINA DEL NOSTRO SACCO... Allora è vero... con una fava...

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  7. ... mica dico fesserie =)
    anche io ho messo il mio contributo nella farina. non ci dormivo più la notte ... =)

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  8. preso due copie
    per chi necessitasse... :)

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  9. bhe! no, non mi necessita, altresi una copia per me è gradita ... =)

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  10. :))) a me viene in mente un bel passato di verdure...o un minestrONE! °_°

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  11. ummm!... a me viene in mente un alto ONE che commentò la disastrosa nota di un amica circa il minestrONE ... in altre pagine ... =)

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  12. :) non lo so ...io al limite potrei essere un altro ONE, ma unico e irripetibile, cioè senza precedenti :()! I miei rispetti, Anna! Piacere di trattenermi con due simpatiche chiacchiere con te ;) Ciao!

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  13. ... picere reciproco.
    ... posso partire con l'interrogatorio?
    scrivi anche tu, come sei approdato sul nostro blog?
    Attendo simpatiche risposte ... =)

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  14. Sì...:) NIENTE VIDI...NIENTE SACCIO...INNOCENTE SOGNO! Mi hanno fatto sbarcare in questo porto...mi son trovato tra le mani un libro verde di racconti...seguo il filo che mi ha condotto fin qui...scarabocchio, sometimes ;)
    Profumo? E' un cognome che è sulla bocca di tutti ultimamente...sniff sniff...di rose e di viole...

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  15. Questi parlametari
    rose e viole ... Profumo ha dichiarato di aver avuto la visione di Padre Pio?
    un altro scoop ... dopo Berlusconi che ha visto la madonna così da vicino!

    umh! però ci spostiamo un pò troppo dalla Sicilia ... =)

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