
In America le strade sono tutte d’oro. E mangiano tanto i mericani. Me l’ha detto Don Carmelo.
“Vai. Vai in America, che ci stai a fare qua? In questa terra dove pure le lacrime sono senza sale. Un mestiere lo troverai. In America ci sono i grattacieli. Sai, sono palazzi alti come una montagna. Come quella, la vedi? Di più. E lo sai che hanno fatto una statua alla libertà? Alla libertà! Mica come qua da noi, che le catene te le ritrovi alle caviglie appena nasci. Te li ricordi i film che hai visto alla parrocchia? Quelli li fanno in America. Tutti là li fanno. Ah! Ci stanno due oceani, uno di qua e uno di là, da una parte ci sta il sole e dall’altra piove. E’ grande l’America. E le chiese! Quante chiese ci stanno, una ogni strada. Sono tutti ricchi gli americani, pure tu ci diventi ricco, là.”
“Ma io i soldi non ce l’ho. E nemmeno chi me l’impresta, non c’ho nessuno. Voi lo sapete pure.”
“Ma che pensi ai soldi? Tu non ti devi preoccupare. Nossignore. Conosco una persona... paga lui per te. Poi, una volta che stai in America, lui ti trova subito un lavoro, un bel lavoro, così a lui lo paghi piano piano. E’ tanto buona questa persona. Sulla nave ci staranno tanti ragazzi come te, vedrai che bel viaggio. Ti danno pure da mangiare, tutto quello che vuoi. Che vuoi mangiare?”
“Il pollo! Voglio il pollo! E pure il ragù... com’è buono il ragù cò la pasta...”
“E te lo daranno. Una montagna di pasta e pure i polli, tanti. Dovrai dire basta!”
“Sì... ma c’ho sette anni. Che ci vado a fare in America? Se ci venivano pure mamma e papà... allora sì.”
“Stanno al cimitero, Rinuccio. Pace all’anima loro. Vattene, dai retta a me, vattene. Quella persona, se non ti piace il lavoro te ne trova un altro. Che faccio, ci parlo? Ci vuoi andare in America?”
“Guarda! Michelina, guarda! L’America!!!”
“Madonna mia quant’è bella...”
“Ciro! Guarda pure tu. L’America...”
“Rinuccio... non ce la faccio. Sto male...”
“Ma che muori proprio mò, aspetta. Quel signore tanto gentile sta là quando arriviamo e ti porta dal dottore. Vedrai. Ti porta subito dal dottore. Lui è bravo. Aspetta a morire, Ciro, che stai in America. Aspetta...”
E le strade non erano d’oro. E manco il lavoro.
Mangiavo, questo sì, tanto costava poco. Pochi cents.
“Guagliò, la vuoi una steack?”
“E posso rifiutare?”
“Scegli tu.”
“Allora mangio, ho fame, tanta fame, se permettete.”
“Mangia. Qua in America mangiamo tutti.”
“E ci posso mettere pure il ketchup?”
“Oh, Gesù. E’ il mio colore preferito. Il red, intendo.”
“Pure a me piace il rosso. Posso usarne, come voi comandate?”
“Fai tu.”
“Faccio.”
“Domani vieni al funerale?”
“Don Rosario. E che domanda è? I miei figli ce li porto e pure mia moglie. A proposito, Michelina vi vuole a cena. Comandate.”
“Sono ospite. Mangio quello che mi date. E cosa mi date?”
“Sartù di riso, comanda mia moglie in cucina.”
“Aahhh! Sontuoso piatto. E per secondo?”
“Lei aspetta di esaudirla.”
“Lei o tu?”
E adesso torniamo a casa. Con la nave siamo andati e con la nave vogliamo tornare. Che lo prendiamo a fare, l’aereo. Non è stato tutto bello, in America. I figli sposati e importanti, una bella casa, qualche viaggio e sono passati settant’anni da scagnozzo. Michelina è sempre bella. Lei è felice di tornare in Italia, io, non lo so. Proprio non lo so. E’ troppo tempo che siamo mericani. Il corpo è come un albero, che lo sradichi ma qualche radice rimane sempre nel terreno.
“Vai. Vai in America, che ci stai a fare qua? In questa terra dove pure le lacrime sono senza sale. Un mestiere lo troverai. In America ci sono i grattacieli. Sai, sono palazzi alti come una montagna. Come quella, la vedi? Di più. E lo sai che hanno fatto una statua alla libertà? Alla libertà! Mica come qua da noi, che le catene te le ritrovi alle caviglie appena nasci. Te li ricordi i film che hai visto alla parrocchia? Quelli li fanno in America. Tutti là li fanno. Ah! Ci stanno due oceani, uno di qua e uno di là, da una parte ci sta il sole e dall’altra piove. E’ grande l’America. E le chiese! Quante chiese ci stanno, una ogni strada. Sono tutti ricchi gli americani, pure tu ci diventi ricco, là.”
“Ma io i soldi non ce l’ho. E nemmeno chi me l’impresta, non c’ho nessuno. Voi lo sapete pure.”
“Ma che pensi ai soldi? Tu non ti devi preoccupare. Nossignore. Conosco una persona... paga lui per te. Poi, una volta che stai in America, lui ti trova subito un lavoro, un bel lavoro, così a lui lo paghi piano piano. E’ tanto buona questa persona. Sulla nave ci staranno tanti ragazzi come te, vedrai che bel viaggio. Ti danno pure da mangiare, tutto quello che vuoi. Che vuoi mangiare?”
“Il pollo! Voglio il pollo! E pure il ragù... com’è buono il ragù cò la pasta...”
“E te lo daranno. Una montagna di pasta e pure i polli, tanti. Dovrai dire basta!”
“Sì... ma c’ho sette anni. Che ci vado a fare in America? Se ci venivano pure mamma e papà... allora sì.”
“Stanno al cimitero, Rinuccio. Pace all’anima loro. Vattene, dai retta a me, vattene. Quella persona, se non ti piace il lavoro te ne trova un altro. Che faccio, ci parlo? Ci vuoi andare in America?”
“Guarda! Michelina, guarda! L’America!!!”
“Madonna mia quant’è bella...”
“Ciro! Guarda pure tu. L’America...”
“Rinuccio... non ce la faccio. Sto male...”
“Ma che muori proprio mò, aspetta. Quel signore tanto gentile sta là quando arriviamo e ti porta dal dottore. Vedrai. Ti porta subito dal dottore. Lui è bravo. Aspetta a morire, Ciro, che stai in America. Aspetta...”
E le strade non erano d’oro. E manco il lavoro.
Mangiavo, questo sì, tanto costava poco. Pochi cents.
“Guagliò, la vuoi una steack?”
“E posso rifiutare?”
“Scegli tu.”
“Allora mangio, ho fame, tanta fame, se permettete.”
“Mangia. Qua in America mangiamo tutti.”
“E ci posso mettere pure il ketchup?”
“Oh, Gesù. E’ il mio colore preferito. Il red, intendo.”
“Pure a me piace il rosso. Posso usarne, come voi comandate?”
“Fai tu.”
“Faccio.”
“Domani vieni al funerale?”
“Don Rosario. E che domanda è? I miei figli ce li porto e pure mia moglie. A proposito, Michelina vi vuole a cena. Comandate.”
“Sono ospite. Mangio quello che mi date. E cosa mi date?”
“Sartù di riso, comanda mia moglie in cucina.”
“Aahhh! Sontuoso piatto. E per secondo?”
“Lei aspetta di esaudirla.”
“Lei o tu?”
E adesso torniamo a casa. Con la nave siamo andati e con la nave vogliamo tornare. Che lo prendiamo a fare, l’aereo. Non è stato tutto bello, in America. I figli sposati e importanti, una bella casa, qualche viaggio e sono passati settant’anni da scagnozzo. Michelina è sempre bella. Lei è felice di tornare in Italia, io, non lo so. Proprio non lo so. E’ troppo tempo che siamo mericani. Il corpo è come un albero, che lo sradichi ma qualche radice rimane sempre nel terreno.




I puntata. Catherine era da tempo che non andava a trovare la sua amica Ellen in campagna, forse da più di dieci anni, da quando aveva divorziato dal marito. In effetti, forse per quel motivo. Non poteva sopportare di trovarsi a contatto con una famiglia ancora felice, con bambini cane e gatto, il tutto circondato dalle aspre, ma affascinanti colline dello Yorkshire. Un antico casale su tre piani con le finestre rosse e un giardino che in realtà sembrava un parco, immense distese di brughiera che affacciavano dalla finestra, una distesa brulla che in inverno si confondeva all’orizzonte con la foschia azzurrina del cielo mattutino...questa l’ultima cartolina, l’intensa immagine che ha ancora negli occhi. Però ora era arrivato il momento, si sentiva nuovamente forte e pronta per affrontare l’amica con la sua vita placida e tranquilla, da “casa nella prateria”. Le indicazioni ricevute da suo marito, perché l’amica Ellen non ha ancora capito dove abita, sono piuttosto dettagliate ma preferisce in ogni caso viaggiare con la luce del giorno, decide quindi di partire verso le cinque del pomeriggio. Mentre è in macchina imbottigliata nel traffico e nei super alcolici mignon ripensa malvolentieri alla sua vita da single divorziata. È stufa, ci vorrebbe un uomo “vero” accanto, che si prenda un po’ cura di lei. Basta con avventure senza senso e tanto sesso! Vuole innamorarsi nuovamente…ma di chi? Quale uomo sopra i quarant’anni, bello, disponibile, ricco, intelligente e affettuoso è ancora solo? Se esiste è divorziato con figli, quindi anche lui con una vita bruciata, piena di dolori, odi, doveri e responsabilità verso l’ex moglie, in pratica un nevrotico, isterico, pedante e forse represso. Se invece è single, probabile che abbia qualche problema d’instabilità emotiva, o d’identità, o è uno sfigato pazzesco, o peggio impotente. Ad ogni modo è uscita dalla città finalmente e si prepara a prendere l’autostrada. Il bigliettino su cui ha appuntato le indicazioni è scritto male e di corsa, nemmeno lei capisce tanto bene quale uscita deve prendere, la prima, la seconda o la terza? Vada per la terza, almeno se sbaglia può tornare indietro. Dopo tre ore di viaggio abbondante si ritrova in aperta campagna ma nessuna indicazione precisa, solo una successione di paesi con nomi similari e neanche un’anima. Il buio è sceso da un pezzo e ha pure iniziato a piovere.