
Spegne la luce e accosta la porta, lui dorme. Prende il cordless, si avvia in salotto. Spegne tutte le luci tranne la piantana accanto al divano, toglie le scarpe, si accomoda sui cuscini e chiama.
«Bianca, finalmente»
«Dorme. Finito la riunione?»
«Sono in macchina, tra mezz’ora arrivo a casa»
«Solo mezz’ora. Rallenta dai»
«Bianca. Come devo fare con te: sono già le 22,00»
«Sentire la tua voce mi fa' stare bene. Mi sembra di averti ancora qui con me»
«Ma io sono con te. Non sei contenta di me? Lo dicevi anche tu: le tue amiche mi trovano un bell’uomo, un uomo di successo. Dicevi che ci ha invitato quella che ha il marito dirigente, quella con la villa e la piscina in toscana»
« Non sono le mie amiche, sono le mie colleghe. Si, è vero ti trovano un bell’uomo e molto piacevole. Renata mi ha detto di farle sapere quando sei libero, pensa che andrai molto d’accordo con il marito e di poter passare un bel weekend con noi»
«Visto, sei tu che ti fai tanti problemi»
«E’perché, non ti riconosco più.»
«Cara, finalmente si sono accorti di me. Mi stanno affidando lavori prestigiosi. Il capo in persona mi ha detto che mi terrà in considerazione per una promozione: “talenti come il suo vanno valorizzati, mi ha detto”. Non sono mai stato meglio, vedo tutto positivo.»
«Sai come la penso. Sono felice per come ti senti ora, vederti sereno è l’unica cosa che mi fa desiderare di salvare il matrimonio.»
«Salvare il matrimonio, esagerata. Il nostro matrimonio non è in crisi, devi abituarti al cambiamento questo è naturale»
«Tu lo chiami naturale? hai cominciato con la palestra - e và bene, il tuo fisico mi piace molto di più. L’abbigliamento, cercare un immagine nuova posso accettarlo. Hai parlato di stirare le rughe degli occhi – e sai che non ti seguivo più – è uscito di casa Yul Brinner e sei tornato Elvis Presley –neanche il tuo odore è più lo stesso, con quelle cose che prendi per mantenere il tono muscolare.
«Sono al semaforo della statale. Pensi che possa bastare?»
«Dimmi che mi vuoi bene»
«Ti voglio bene. Mi fai entrare nel tuo letto o dormo anche oggi sul divano?»
«Ricordati di non accendere la luce»
INTERFERENZE di Naima
«Elena, scusami, non c'era campo... Amore, parto adesso da Ginevra, tra circa un'ora sarò a Fiumicino, ritiro l'auto ed in mezz'ora sarò da te, quasi puntuale per la nostra cenetta».
«Andrea, non ti scapicollare, non è che tenga poi tanto a 'sta cena. Oramai non riusciamo più a vederci: ogni volta c'è un ritardo, un imprevisto, perdi una coincidenza aerea dopo l'altra».
Soffoca un tono di voce isterico mentre allaccia l'abito.
«Tesoro, lo sai, con le nuove misure di sicurezza non c'è più un volo che parta in orario: viaggiare è diventata un'avventura...»
Fa un cenno di saluto alla donna con la quale è appena stato a Parigi.
«Ma con quale Compagnia stai viaggiando?». Si osserva compiaciuta allo specchio. «Non mi sembra ci siano voli da Ginevra, a quest'ora!»
«Elena... non ti sento più... Elena...»
Click.
«Amore, l'aereo è partito con quasi un'ora di ritardo ma ora sono a Roma, sto arrivando». La trova comprensiva fino alla stupidità.
«Puoi arrivare pure domani... Non ci ho creduto neppure un attimo...»
Si passa il rossetto sulle labbra.
«Ma cosa dici? Aspettami a braccia aperte, tra un po' staremo finalmente insieme»
«Mmm... E la tua amichetta ti lascia venire?...»
«Non ti sento... amore... non c'è campo... Elena?»
Click.
Sospira esasperata. Ancora un tocco di mascara. Mentre raccoglie le ultime cose, legge in fretta un SMS e sorride. Esce di corsa. In ascensore si accorge di provare ansia: “Quasi come al primo appuntamento” pensa.
Quando Andrea non riesce ad aprire la porta di casa prova un brivido lungo la schiena. Impreca, mentre tiene incollato il dito sul campanello.
Gli squilla il telefonino: sul display appare il nome “Elena”. Risponde nervoso, il rumore di fondo è stranamente familiare...
«Dove diavolo sei?!»
«Amoooore, sto partendo per Praga».
Bacia l'uomo che l'ha raggiunta in aeroporto, valigia alla mano.
«Ma sei impazzita?! Torna subito a casa!»
Il silenzio...
«Vengo a prenderti! Anzi, sai cosa faccio? Ti raggiungo! Non ho molto tempo ma staremo almeno un bel week-end insieme e, vedrai, ti passerà tutto. Vuoi?»
«Pronto?... caro non ti sento... ci sono interferenze...»
Click.
RECLAMO AL 999 di Daniela Rindi
Spett. le Ciel& Ter
Responsabile uff. Clienti
Più volte ho composto il 999, servizio gratuito, per avere delucidazioni circa il mio decesso, come da Vs. comunicazione sul mio cellulare. Avendo ancora regolarmente attivo il mio contratto ho pensato ad un disguido. Ho iniziato a percorrere una rete diabolica di collegamenti registrati, ascoltando attentamente una voce metallica che mi comandava di digitare: 1 guasti, 2 internet, 3 pubblicità, 4 offerte, 5 pagamenti, 6 videofonini spaziali, 7 imponderabili, 8 attivazioni, 9 tornare al menù. Sono andata ovviamente a caso nella speranza di giungere alla meta. Dopo tanto vagare di girone in girone, sono riuscita ad ascoltare queste sante parole: “ per parlare con un nostro operatore rimanere in attesa”. Io ci sono rimasta in attesa, anche per una buona mezz’ora, come un cane affamato deciso a non mollare il suo osso, ma appena l’operatore ha risposto è caduta la linea! Ho pazientemente ripetuto tutte le sequenze numeriche più volte, per tentare di rimettermi in contatto, infine sono riuscita a parlare con un altro operatore. Ho provato a spiegargli il problema, ha fatto qualche sommaria ricerca, poi non riuscendo a darmi motivazione ha riattaccato. Adesso vorrei fare ufficiale reclamo circa l’inefficienza di questo servizio, atto solo a depistare il cliente, disorientarlo e ad approfittare del suo tempo. Io non ho nessuna intenzione di lasciare questo mondo a causa di un vostro disservizio. Rimetto inoltre all’attenzione del Direttore Generale l’assoluta mancanza di professionalità di taluni addetti ai lavori e della loro educazione, che invece di rubare lo stipendio dovrebbero andare all’inferno! Nella speranza di una veloce risoluzione del problema e di contribuire al miglioramento di questo servizio, porgo i miei distinti saluti.